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Al tramonto sembra stanca, ma serena, arrossata dal sole.
Le piogge ed il vento dell’inverno, il possente caldo di mille estati le hanno scolpito il viso, poco a poco, senza sosta. A nulla sono servite la forza e la tenacia; l’arcaica sapienza occulta sotto le auree vesti e i verdeggianti veli utile piu’ allo straniero che a se’ stessa.
Innumerevoli sguardi, e mani, si sono posati sulla sua pelle.
Quanti moti d’animo, sacrifici, astii e guerre per farla propria, e poi l’ebbrezza del possesso, caduca come gli uomini.
Non piu’ fanciulla, ma saggia e ferma signora, insegna al mondo che il tempo scorre. Come le messi e i prati, e le greggi brulicantı. Come i fiotti che scendono dai monti e serpeggiano tra le gole, a foggiare rughe.
Sono le rughe della terra, sono le rughe dell’Anatolia.
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At sunset she seems tired, but serene, reddened by the sun.
The rain and the winter wind, the powerful heat of a thousand summers have carved her face, little by little, without a break. In nothing have served the strength and tenacity, the archaic wisdom hidden beneath the golden robes and green veils more useful to aliens than herself.
Countless eyes and hands were laid on her skin.
How many motions of soul, sacrifice, hatred and wars to own it, and then the thrill of possession, fleeting as men.
No more wench, but wise and strong woman, she teaches the world that the time passes. As crops and lawns, and swarming flocks. As the streams that descend from the mountains and meander among the gorges, to shape wrinkles.
These are the wrinkles of the earth, these are the wrinkles of Anatolia.
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oh, hai appena pubblicato ‘sto post sulle rughe dell’anatolia e google propone rimedi antirughe e consigli per la pelle, rotfl!
Fra te e quel signore li’ mi avete rovinato tutta la poesia. Kebab ai porci, proprio…
:D